La mostra presenta una selezione di
circa 90 dipinti che documentano la ricchezza delle raccolte dei Musei
lombardi per la pittura di paesaggio. Un genere che, quasi assente
dalla scena artistica milanese e degli altri centri della nostra
regione nella seconda metà del Settecento, conosce un
significativo sviluppo e uno straordinario incremento proprio nel corso
dell’Ottocento, diventando il genere pittorico rappresentativo
della cultura e degli ideali di quel secolo straordinario in Lombardia.
La
ricchezza e la qualità dei paesaggi conservati nei musei e nelle
collezioni pubbliche coinvolti nel progetto consente di seguire,
attraverso le sette sezioni in cui è articolata la mostra, le
trasformazioni di questo genere pittorico emergente documentandolo nei
suoi diversi movimenti, tendenze, e protagonisti. Risalta
l’originalità dei paesaggisti che hanno avuto un respiro
nazionale, raggiungendo in alcuni casi un livello europeo come Marco
Gozzi, Luigi Bariletti, Pietro Ronzoni, Massimo d’Azeglio,
Giuseppe Canella, il Piccio, Costantino Rosa, Carlo Mancini, Luigi
Stefani, Pompeo Mariani, Mosè Bianchi, Lorenzo e Eugenio
Gignous, Vittore Grubicy, Giovanni Segantini, Gaetano Previati,
identificati seguendo i mutamenti della sensibilità e del modo
di rappresentare la natura. Si passa così al paesaggio ideale
del neoclassicismo alla interpretazione del paesaggio come riflesso
degli stati d’animo propria del Romanticismo, dal
“vero” del Naturalismo della seconda metà del secolo
alle suggestioni oniriche del Simbolismo.
C’è
stato un tempo in cui il Bel Paese, libro del 1867 di Antonio Stoppani,
includeva, tra le meraviglie naturalistiche d’Italia, il
paesaggio di Lombardia.
E
nel bel paese la Lombardia ha avuto un ruolo fondamentale proprio
nell’Ottocento: nelle sue valli il paesaggio è stato
ridisegnato dai profili delle nuove industrie, dagli impianti idrici
per generare energia e dalle ciminiere; nella sua pianura le colture si
sono modernizzate secondo i nuovi metodi dell’agricoltura, le
città hanno cominciato a distendere cui campi limitrofi le loro
periferie.
Dalle
collezioni dei musei lombardi sono uscite tele e opere capaci di
declinare il paesaggio di Lombardia in tutte le mutevolezze del suo
clima, in tutti i temi del lavoro, in tutta la poesia della natura.
La
magnifica mostra, di significativa rilevanza pittorica, che si tiene a
Monza presso la Villa Reale (V.le Brianza, 2) fino al 11.07.10 con
apertura da martedì a domenica dalle 10.00 alle 20.00, come da
allegata comunicazione, verte sul Paesaggio dell’800.
E’
un invito ad ammirare una selezione di circa 90 dipinti seguendo i
mutamenti della sensibilità e del modo di rappresentare la
natura: dal paesaggio ideale all’interpretazione del paesaggio
degli stati d’animo propri del romanticismo.
Per informazioni 02.43353522 www.rete800lombardo.it
|