Censiti gli alberi più antichi d’Italia
Solo di recente si è concluso il lavoro iniziato dal Corpo Forestale dello Stato nel 1982 rivolto a catalogare gli alberi di “valore” per la loro età o per la storia che hanno visto trascorrere, divenendo così monumenti nazionali.
Gli esemplari sono circa 22.000 e di questi 150 vengono giudicati di eccezionale valore storico o monumentale. Per poter ricevere più informazioni al riguardo è possibile consultare la rivista del National Geographic del mese di ottobre 2008 o collegarsi al www.nationalgeographic.it
Molti di questi alberi sono riusciti a sopravvivere nei secoli perchè collegati al patrimonio storico del territorio legato, nel passato, ad eventi di fede pagana e, nel presente, alla cristianità. Così è accaduto, ad esempio, al Cipresso di San Francesco la cui semina era stata attribuita proprio al Santo e, per questo, sopravvissuto indenne fino ai giorni nostri, quando è stata effetuata la scoperta che in realtà l’età della pianta è più antica.
I due esemplari forse più importanti sono l’Oleastro di San Baltolu di Luras (Sassari), che ha più di tremila anni e una chioma che raggiunge i 23 metri in altezza e la circonferenza del fusto che misura 11m. Non dissimile ricordiamo il Castagno dei 100 cavalli (a Sant’Alfio – Catania), chiamato così per la leggenda che narra avessero trovato riparo sotto la sua chioma, durante un forte temporale, la regina Giovanna d’Aragona unitamente ai suoi 100 cavalieri.
A proposito del Castagno preme sottolineare in questa nota FEIN che anche all’Osservatorio Ornitologico gestito dalla Fondazione Europea IL NIBBIO in Arosio (Como) si trova un castagno risalente ai primi dell’800. La sua età è orgogliosamente esposta in una apposita targa posizionata ai suoi piedi e l’equipe arosiana non perde occasione per mostrare questo vetusto esemplare ai visitatori del Centro Studi che rimangono affascinati dalla sua imponente bellezza.
Ottobre 2008
FEIN STAMPA |