La
30a sessione della Commissione Permanente per la conservazione della
vita selvatica e dell’ambiente naturale (la Convenzione di Berna)
si è svolta, presso il Consiglio d’Europa a Strasburgo,
dal 6 al 9 dicembre scorso.
La
Commissione si riunisce una volta l’anno con l’intento di
monitorare l’attuazione e la revisione degli obiettivi della
Convenzione stessa. All’incontro partecipano le 50 delegazioni
dei Paesi aderenti, tra cui l’Unione Europea, gli Stati
osservatori, rappresentanti di organizzazioni governative e non
governative, nonché esperti indipendenti.
Più
di 100 erano i partecipanti presenti in occasione della riunione di
quest’anno con l’obiettivo di discutere temi importanti,
quali il cambiamento climatico, le specie aliene invasive, le aree
protette, la pesca sportiva e la biodiversità.
Presente
anche Ferdinando Ranzanici della FEIN (Fondazione Europea Il Nibbio,
ONG presso il Consiglio d’Europa), che segue questi specifici
appuntamenti europei. Mr. Robert Palmer, direttore della Cultura e del
Patrimonio Naturale ed Eladio Fernández-Galiano, capo
dell’unità della Diversità Biologica del Consiglio
d’Europa hanno confermato l’importanza del lavoro svolto
dalla Convenzione quale strumento di riferimento anche per
l’implementazione delle iniziative adottate durante la Decima
Conferenza sulla Diversità Biologica che si è tenuta a
Nagoya, in Giappone, nell’ottobre scorso (COP-10).
Molti
gli argomenti trattati dai gruppi di esperti sui Cambiamenti Climatici
e la Biodiversità dove gli studi e le raccomandazioni hanno
approfondito le tematiche legate al cambiamento climatico nelle aree
montane, le esigenze di adattamento degli ecosistemi mediterranei, la
biodiversità delle foreste e gli effetti degli incendi,
particolare enfasi è stata data alla preparazione di una
Carta sulla
la conservazione e l’utilizzo sostenibile della diversità biologica nelle isole europee.
Ampio
spazio è stato dato anche allo studio delle specie invasive e
alle strategie attuate per combatterle. Questo ha portato la
Commissione alla proposta di istituire un Codice per la gestione degli
animali da compagnia e delle specie esotiche invasive (compresi i pesci
ornamentali) in Europa, al fine di prevenire l’ulteriore
espansione e l’introduzione di nuove specie. La cattura ed il
commercio illegale di uccelli a Cipro ed in alcuni stati membri del
Mediterraneo è stato argomento di discussione. La Commissione
permanente ha ritenuto che questo aspetto esaminato su base pan-europea
negli anni precedenti, abbia sempre più la necessità di
una maggiore sensibilizzazione della nuova generazione di cacciatori.
Gabor von Bethlenfalvy, in rappresentanza della FACE, ha sottolineato
l’importanza di un confronto tra le parti rievocando la
“Carta Europea sulla Caccia e la Biodiversità” (la
bozza della prima stesura è stata opera dell’italiano
Massimo Marracci) quale strumento da promuovere attivamente tra gli
Stati membri appartenenti al Consiglio d’Europa. La Commissione,
preso atto delle informazioni presentate, ha proposto di organizzare,
nel giugno 2011 proprio a Cipro, una conferenza su questo tema con
l’obiettivo di elaborare adeguate raccomandazioni per le parti
contraenti, auspicando un attivo coinvolgimento dell’Unione
Europea, di BirdLife International e della FACE per condividere i
diversi punti di vista e favorire il dibattito per diffonderne poi i
risultati.
Una
importante relazione è stata presentata dal gruppo di lavoro che
ha preparato la “Carta Europea per la pesca sportiva e la
biodiversità”. Prendendo come riferimento la recente
istituzione della Carta Europea sulla Caccia e
Biodiversità, sono stati definiti i principi e le linee
guida che si basano sugli standard internazionali di
sostenibilità ed uso delle risorse naturali.
Molti
altri argomenti sono stati discussi, tra cui i sistemi e impianti per
la produzioni di energie alternative, in particolare i parchi eolici,
dove diventa sempre più importante verificare il reale impatto
ambientale di queste strutture, le aree protette e reti ecologiche con
la messa a punto di un calendario di progetti nelle aree di interesse
speciale per la conservazione della vita selvatica e degli ambienti
naturali in Europa, da attuarsi nel periodo 2011 – 2020.
In
sintesi, come sempre, sono state affrontate tematiche significative ed
articolate con ricchezza di contenuti e contributi da parte dei
presenti, confermando ancora una volta che la Convenzione di Berna
rappresenta un importante momento di confronto e di costruttivo scambio
di informazioni a livello europeo, soprattutto ad opera degli uffici
della Commissione, che seguono attentamente, passo dopo passo, la sua
più intelligente applicazione.
Ulteriori approfondimenti sono disponibili sul sito del Consiglio d’Europa al seguente indirizzo:
www.coe.int/t/dg4/cultureheritage/Nature/Bern/News/CP2010/StandingCommittee_en.asp
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