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Durante il G8 tenutosi a
Siracusa nell’aprile 2009 è stata sottoscritta la Carta
sulla Biodiversità di Siracusa che si
propone come punto di riferimento per le nuove e comuni strategie
dopo il 2010. Risultato, questo, che un poco delude le aspettative
che i più riponevano in questo incontro: più che produrre azioni
concrete di intervento a difesa dell’ambiente i Paesi del G8 hanno
elencato i nodi nevralgici e più urgenti da dipanare in favore
dell’ambiente.
Anche le aspettative sulle
indicazioni della politica statunitense sono state deluse: Lisa
Jackson, inviata da Barak Obama, non si è pronunciata a tal riguardo
e bisognerà aspettare qualche anticipazione sulla politica
ambientale statunitense dal MEF (Major economies forum) convocato dal
Presidente USA.
Positivo l’intervento
del Brasile che snocciola interventi concreti di salvaguardia
ambientale portati avanti dal Paese stesso: si tratta di ridurre
l’emissione di gas serra di 4.5 miliardi di tonnellate entro il
2017 perseguendo l’ambizioso obiettivo di ridurre del 70% la
deforestazione dell’amazzonia. La critica del ministro brasiliano
per lo sviluppo verso i Paesi del G8 si riferisce appunto
all’esiguità dei pacchetti anti-crisi ai quali l’Europa dedica
solo l’8% per l’ambiente contro il 38% della Cina e il 18% del
Brasile.
Aprile 2009 FEIN
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