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Strasbourg – 24-27 Novembre 2008
Convenzione di Berna: Conservazione della vita selvatica e degli ambienti naturali in Europa

La conservazione degli ambienti naturali - e della vita selvatica che li popola – è un argomento sempre più trattato e discusso negli incontri Istituzionali a livello Europeo, così come sono di grande attualità il tema della biodiversità ed i rischi ed effetti che la sua perdita comporta per l’ambiente.
Questi argomenti sono stati al centro del ventottesimo meeting del Comitato Permanente sulla Convenzione di Berna, svoltosi dal 24 al 27 Novembre a Strasburgo, nella sede del Consiglio d’Europa (CoE).
Obiettivo centrale della Convenzione di Berna è infatti quello di preservare la flora e la fauna e i loro habitats naturali, promuovendo la collaborazione tra gli Stati Europei in tale ambito.

All’incontro di fine novembre hanno partecipato i rappresentanti delle diverse nazioni europee che sono membri della Convenzione, alcuni esponenti del Consiglio e dell’Assemblea Parlamentare d’Europa ed anche esperti in materia ambientale, osservatori e rappresentanti di associazioni ed organizzazioni internazionali. Tra questi anche la FEIN (Fondazione Europea Il Nibbio) era presente con l’ing. Ferdinando Ranzanici. La signora Viviana Gallizioli che ha rappresentato l’ANUU Migratoristi.

Il meeting si è aperto con la presentazione dell’agenda dei lavori da parte della Segreteria e con il benvenuto ai partecipanti, in particolare ai due nuovi paesi che hanno aderito alla Convenzione, la Serbia e l’Armenia. A seguire il chairman ha fatto una breve introduzione sulla Convenzione, sulle sue linee guida ed anche sugli sviluppi futuri, evidenziando come i prossimi due anni abbiano un ruolo chiave per la biodiversità.
Anche Robert Palmer, Director of Culture and Cultural and Natural Heritage, ha confermato il rilevante e ricco lavoro svolto dalla Convenzione su diversi temi, quali le specie esotiche invasive, i cambiamenti climatici e biodiversità e le specie migratorie, ed ha ricordato che importanti appuntamenti l’attendono fino al 2010. Il Direttore ha chiesto ai presenti di continuare a supportare in modo crescente la Convenzione, informando i propri paesi sulle numerose e proficue attività svolte dalla Convenzione stessa e stimolando il loro coinvolgimento e contributo. Il Direttore ha anche ribadito l’importanza di proseguire e rafforzare la collaborazione tra gli stati membri e tra le diverse componenti istituzionali e sociali che operano a livello europeo, nazionale e locale. Infine ha evidenziando che lo scambio di competenze ed esperienze è sempre più importante per la conservazione degli ambienti e delle specie, cosi come è fondamentale continuare nella strada della partecipazione, impegno, contributo e cooperazione fin qui seguiti.

La conferma dell’importanza della Convenzione di Berna è venuta dai numerosi e interessanti argomenti affrontati e discussi nei diversi giorni, quali la verifica dello stato di integrazione e implementazione dei piani di azione nel rispetto della Convenzione di Berna di alcuni nuovi paesi ora parte del CoE, quali la Serbia, L’Armenia e la Bulgaria, il monitoraggio di alcune specie ed habitats, gli impatti e le strategie attuate per combattere le specie invasive, le attività relative alla conservazione delle piante, la diversità biologica e i cambiamenti climatici e le valutazioni sulle installazioni di sistemi per la produzione di energie alternative, quali l’eolica, con i relativi impatti che questi sistemi hanno sugli habitats naturali e sul comportamento e vita delle specie migratorie.
Tra le tematiche trattate, citiamo lo studio degli impatti determinati dalla presenza di piante esotiche ed invasive e la proposta di un codice di comportamento in materia che parte dalla conoscenza e consapevolezza delle specie invasive (per il proprio paese) e delle loro caratteristiche e suggerisce poi delle “good practices” condivise tra le diverse parti coinvolte (istituzioni, produttori, commercio,….) e realizzate in sinergia con altri paesi.
La Convenzione di Berna affronta anche i temi dei Cambiamenti Climatici attraverso il lavoro di un gruppo di esperti sulla biodiversità e cambiamenti climatici che hanno effettuato studi ed analisi sugli impatti che maggiormente hanno influito sulla biodiversità.

Tra le sezioni trattate, una è dedicata all’influenza dei cambiamenti climatici sul comportamento degli uccelli migratori, influenza che si manifesta in tre differenti locazioni geografiche: le aree di nidificazione, quelle di svernamento e le vie di migrazione. Diventa quindi determinante la realizzazione di una rete di osservatori, cosidetti “watchtowers”, per monitorare il comportamento degli uccelli e verificare il trend della popolazione europea lungo tutta la filiera di vita degli uccelli stessi.

Le aree protette non sono di per sé sufficienti ad assicurare una adeguata protezione degli habitat e delle specie, per cui sarà fondamentale mettere a punto una appropriata gestione del territorio, basandosi anche su pratiche di gestione tradizionali per evitare che le specie non possano essere in grado di rispondere adeguatamente ai cambiamenti climatici esssenziali per una sopravvivenza nel lungo termine.
Vista l’importanza del tema trattato, la Commissione Permanente della Convenzione di Berna ha deciso di estendere il mandato del gruppo di esperti sui cambiamenti climatici e biodiversità. A tal proposito la Segreteria definirà le date per un possibile incontro di lavoro a metà anno 2009 in cui si prenderanno in considerazione anche gli sviluppi del progetto Europeo su Natura 2000 e i cambiamenti climatici.

I quattro giorni del Meeting hanno confermato il qualificato e consistente lavoro che la Standing Committe della Convenzione di Berna sulla conservazione dell’European wildlife e degli ambienti naturali sta svolgendo a diversi livelli e su diverse tematiche ed evidenziato ancora una volta l’importanza della collaborazione e dello scambio di informazioni tra gruppi di lavoro, esperti, istituzione e nazioni.
In quest’ambito la Convenzione di Berna rappresenta infatti un significativo esempio positivo, in quanto è un’importante sede di confronto e di costruttivo scambio di informazioni a livello europeo ma anche di elaborazione di linee guida e di good practices.
Un impegno che proseguirà rafforzato anche per il 2009 e oltre.

 
 
 
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