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Non più allarme epidemie

Risale al 2003 l’allarme rischio epidemico lanciato dalla OMS (organizzazione mondiale della sanità) e legato al virus di origine aviaria H5N1 Per fortuna, ad oggi, non si è verificata alcuna pandemia: oltre a quella menzionata, altri due sono state le “catastrofi scongiurate” e ci si riferisce alla BSE (encefalopatia spongiforme bovina) e alla SARS (un tipo di influenza polmonare) che non hanno mai dato luogo ad un contagio veloce uomo-uomo. Alcuni virologi ritengono che, benché la prudenza fosse doverosa, l’allarme lanciato sia stato eccessivo: i morti si sono verificati in numero esiguo e, comunque, si sono limitati – ad esempio nel caso dell’H5N1 - a quelle aree dove le condizioni igienico – sanitarie erano veramente precarie. Dietro questi allarmismi, da più parti, si leggono interessi diversi da quelli della preservazione della salute, ma che si riferiscono a soddisfare appetiti industriali. Va inoltre evidenziato un altro aspetto, e cioè che queste emergenze sanitarie sono costate allo stato italiano ben 550 milioni di euro. Sanità e agricoltura hanno usufruito di questi finanziamenti per allestire i laboratori diagnostici e stazioni di decontaminazione, assumere e formare personale, acquistare kit diagnostici, per il potenziamento del centro di referenza nazionale oltre che per sostenere il mercato dei bovini e degli polli e gli allevatori (in crisi per il crollo delle vendite), per lo stoccaggio e smaltimento delle carcasse degli animali abbattuti, per favorire l’intervento della protezione civile (nel caso della SARS). Forse, un miglior accertamento di quello che scientificamente si potrebbe verificare sarebbe opportuno prima di gettare le persone nel panico perché le drammatiche conseguenze risultano immotivate.

Marzo, 2008
FEIN Stampa

 
 
 
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