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Nel Mediterraneo invasioni di specie tropicali
 
E’ da quando la vita è comparsa sul nostro pianeta che la lotta per la sopravvivenza ha spinto le diverse specie a ingaggiare strenue competizioni per colonizzare gli areali più idonei alla propria progenie, scalzando dal nuovo territorio, molto spesso, specie che risultavano così meno adatte e si predisponevano ad andare incontro ad un destino incerto che, spesso, ne ha comportato l’estinzione. Oggi, questo fenomeno così naturale, viene guardato con sospetto a causa dei recenti sconvolgimenti che il nostro pianeta ha subito (ricordiamo che è del 22 aprile la manifestazione Earth Day che si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’allarmante situazione in cui versa la Terra a seguito delle modifiche dovute all’aumento della popolazione mondiale e all’inquinamento). Ai nostri giorni, infatti, si assiste ad un aumento delle specie invasive (alloctone cioè provenienti da altre zone) che a causa dell’aumento delle modalità di contatto tra nazioni diverse mettono in serio repentaglio le popolazioni autoctone (tipiche dell’area che viene invasa). L’aumento di temperatura del Mar Mediterraneo, ad esempio, ha favorito la presenza di specie tropicali, oggi, secondo le stime elaborate dalle nazioni unite, oltre cinquecento. Le nuove specie invasive percorrono corridoi di migrazione che coincidono per il 44% con il canale di Suez, il 20% è presente nelle acque di zavorra delle navi e il 10% proviene dagli impianti di acquicoltura, utilizzati per l’aumentata richiesta di pesce; infine, il 7% attraversa lo stretto di Gibilterra. In cosa consiste il pericolo delle specie invasive? Il fatto è che queste popolazioni possono mettere a serio repentaglio l’equilibrio di un intero ecosistema alterando la presenza dell’intera fauna dell’area. Un esempio? Le splendide praterie di Poseidonia del Mediterraneo sono a rischio, sopraffatte da altre due specie di alghe avvistate, la prima, nel 1984 e, la seconda, nel 1990: entrambe stanno prendendo piede rapidamente. Un’altra “new entries” minacciosa è il Conus fumigatus, una conchiglia dall’aspetto attraente che oltre a competere con le specie autoctone è anche letale per l’uomo nel caso di puntura. Risulta difficile monitorare queste continue ondate migratorie che, unitamente all’inquinamento, alterano l’equilibrio del mare nostrum, ma non si sta a guardare: in Europa è stato varato, all’interno della Convenzione di Barcellona, un piano per la tutela di questo importante ecosistema.

30 Aprile 2008
 
 
 
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