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Dare cibo ai piccioni costera’ molto caro

Il piccione che tanto caratterizza anche agli occhi del turista straniero molte piazze d’Italia, basti pensare a Milano e Venezia, viene oggi guardato con un poco di diffidenza. Le motivazioni principali sono due: una di tipo sanitario e l’altra che si riferisce alla sostenibilità dei costi.
Per quanto attiene l’aspetto sanitario è risaputo che mettere in allarme sono le zecche che vivono su questi volatili e che possono però anche attaccare l’uomo. Esse riescono ad infilarsi nelle crepe dei muri e, attraverso anche altre fessure, arrivano all’interno delle case pungendo gli uomini durante il sonno per succhiarne il sangue. Ecco, è proprio la puntura di questi animali che può provocare allergie che risultano, in alcuni casi, anche gravi.
Dal punto di vista economico, invece, il fatto è che vengono stanziati ormai 5 milioni di euro all’anno, una cifra considerevole quindi, al fine di ripulire i monumenti storici di Milano dalle deiezioni degli oltre 2000 piccioni (stima risalente al 2000) che, come è noto, alterano in modo significativo le opere d’arte esistenti, fatto salvo per il Duomo di Milano che già da trenta anni è stato dotato di un sistema di impianto elettrostatico e ad impulsi che allontana i volatili.
Allora come intervenire? Viene riproposto di rendere attiva l’ordinanza di dodici anni fa, emessa dall’allora Sindaco Albertini, che prevedeva 25.000 lire di multa (da tramutarsi in 25 €) a chi venisse colto offrire cibo a questi animali. Questa disposizione è passata inosservata per molto tempo ed è per questo che si ripropone di attivarla nuovamente: in questo modo la popolazione di piccioni subirebbe un decremento naturale.

Maggio 2008

 
 
 
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