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Un cambiamento nei geni e varia la rotta migratoria

E’ ormai da diversi anni che viene studiato il comportamento anomalo di alcuni specie di migratori – Tordo siberiano, Tordo oscuro, Luì boreale e Luì forestiero -che, partendo dalle Aree Siberiane della taiga dovrebbero svernare nelle zone del sud est asiatico e che, invece, sbagliando completamente direzione, arrivano in Europa centrale. Questo fatto è stato recentemente imputato (Roberto Pfeifer –società ornitologica bavarese e Tilo Arnhold del centro Helmholtz per le Ricerche Ambientali) ad un cambiamento genetico. E’ risaputo, infatti, che il comportamento migratorio ha una base genetica per cui se uno o più geni subiscono delle alterazioni il messaggio viene ovviamente modificato per cui, in questo caso, la destinazione della rotta migratoria non è più nella direzione dell’Asia ma in quella della parte centrale del Vecchio Continente. Il “programma genetico di migrazione” è un adattamento dei volatili alle condizioni ambientali, e questo cambiamento di rotta, letto proiettandosi nel futuro, potrebbe risultare anche vantaggioso. Si sa, infatti, che l’evoluzione va avanti anche per “tentativi ed errori” e cioè una mutazione genetica, se vantaggiosa, potrebbe risultare essenziale per la sopravvivenza della specie. Non tutte le variazioni registrate in popolazioni di una stessa specie specie, quindi, devono essere considerate negative: potrebbe darsi che con i cambiamenti ambientali in atto potranno invece risultare positivi.

Maggio 2008

 
 
 
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