World
Migratory Bird Day
Il 12-13 maggio 2007 si è tenuta
la manifestazione del Giorno Mondiale degli Uccelli
Migratori che si è particolarmente indirizzata
al tema dei cambiamenti climatici e del loro
impatto sugli uccelli migratori. Più di
un centinaio di eventi sono stati lanciati da
48 Paesi per dibattere il tema (www.worldmigratorybirdday.org).
Il messaggio emerso si riferisce principalmente
al fatto che è necessario limitare velocemente
gli effetti climatici che incidono sia sugli
uccelli che sui loro habitat.
Il World Migratory Bird Day è stato organizzato
da AEWA (African-Eurasian Migratory Waterbird
Agreement) e dall’MCS (Commissione sulle
Specie Migratrici) al fine di promuovere sia
coinvolgimenti locali che internazionali. Infatti
gli effetti ecologici dei cambiamenti climatici
potrebbero riguardare principalmente gli uccelli
d’acqua perché i loro habitat sono
seriamente compromessi. E’ muovendosi con
una politica locale che sarebbe possibile una
prima linea di difesa a promozione della tutela
delle specie minacciate; una stretta cooperazione
anche a livello internazionale- si legge in una
nota della FEIN IL NIBBIO- renderebbe chiaramente
possibile attenuare gli effetti del cambiamento
climatico sulle rotte migratorie.
Anche se i principali habitat compromessi dai
cambiamenti climatici sono quelli costieri, perché il
livello delle acque si sta alterando, non bisogna
dimenticare che anche le diverse specie di passeriformi
e di rapaci sono comunque influenzate. Alcune
aree del pianeta risentono maggiormente dei mutamenti
come, ad esempio, le regioni artiche: qui la
foresta sta pian piano prendendo il posto della
tundra artica privando dell’habitat ideale
diverse specie ornitiche che ivi si riproducono
o svolgono parte del loro ciclo vitale. A tal
proposito AEWA ha promosso uno studio condotto
dal BTO (British Trust for Ornithology) per valutare
lo status di 235 specie migratorie.
I cambiamenti climatici influiscono modificando
le rotte migratorie, la loro durata e il tempo
di partenza o di arrivo a destinazione: questo
fenomeno- si legge ancora nella nota FEIN IL
NIBBIO- potrebbe essere considerato, da un lato,
come una sorta di adattamento delle diverse specie
alle variazioni ma, dall’altro, potrebbe
rivelarsi potenzialmente grave. Infatti, dal
momento che i movimenti migratori degli uccelli
sono strettamente correlati anche ai cicli biologici
di molti altri organismi di cui si cibano, ad
esempio, potrebbe darsi che questa sincronizzazione
possa venire meno così che la specie possa
essere compromessa.
E’ per tutte queste motivazioni che si
rende auspicabile un progetto globale di salvaguardia
e tutela senza tuttavia fare del catastrofismo.
Maggio 2007
FEIN Stampa
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