Primavera
anomala e migratori assenti
Nell’ambito del progetto
di studio sulla migrazione pre-nuziale effettuato
attraverso la tecnica dell’inanellamento
scientifico presso l’Osservatorio Ornitologico
di Arosio della FEIN, in questi giorni del mese
di aprile si sta delineando una situazione assolutamente
anomala per quanto riguarda la presenza numerica
delle specie di uccelli migratrici nella zona.
La stagione primaverile in atto sta regalando
bellissime giornate che , a causa di condizioni
climatiche più che positive, con temperature
al di sopra della norma stagionale, sta favorendo
la migrazione degli uccelli transhariani che
sorvolano velocemente parte dei loro territori
abituali di passaggio creando così le
prerogative di una nuova strategia migratoria
delle specie alate. In questo modo la migrazione
primaverile in atto presso il territorio della
stazione arosiana sembra aver mutato le sue classiche
caratteristiche scientifiche nonostante venga
attuata la metodologia costante di studio puntualmente
in atto da trenta anni. Infatti quest’ultima
forma di rilevamento svolta da molto tempo consente
la possibilità di raccogliere dati in
forma standardizzata. Inoltre unita ad osservazioni
ornitologiche sparse ed effettuate sul territorio
sta evidenziando come la migrazione pre-nuziale
del 2007 è molto sotto tono rispetto alla
media rilevata negli anni scorsi. La stagione
in atto non sta offrendo le emozioni a cui si
era stati abituati. La qualità e la quantità di
specie osservate e catturate presso l’Osservatorio
sono molto inferiori alla media annuale. Basti
pensare all’assenza del Tordo bottaccio
osservato, ma non catturato, solamente con un
esemplare il 28 marzo, oppure all’assenza
della Balia nera, migratore eccelso, che ha fatto
la sua comparsa nell’impianto con un solo
esemplare maschio il giorno 26 aprile senza farsi
catturare. Assenti anche i Luì, i Codirossi
ed i Pigliamosche: insomma tutte quelle specie
che utilizzano l’oasi verde attorno la
stazione ornitologica per riposare e rifocillarsi
prima di ripartire per i siti riproduttivi. L’unica
nota positiva riguarda la presenza del Prispolone,
che è comparso il 3 aprile con netto anticipo
rispetto lo scorso anno, quando si catturò il
primo esemplare di questo motacillide il 12 successivo.
A seguito delle informazioni positive che giungono
dal sud e centro Italia sulla grande quantità di
uccelli inanellati ed osservati sulle piccole
isole del Mar Tirreno, la situazione lascia presupporre
che l’assenza di grossi contingenti numerici
al nord non sia imputabile ad un declino numerico
delle specie ornitiche, ma ad una nuova strategia
migratrice di volo, atta a portare le coppie
potenzialmente riproduttive in minor tempo e
con meno spreco di energia fisica sfruttando
quelle correnti d’aria calda favorevoli
provenienti dal sud per la continua permanenza
di alta pressione in tutta l’Europa. Ci
si augura, quindi, che la nidificazione possa
essere più abbondante di quelle precedenti.
Ovviamente quest’ultime teorie sono ancora
al vaglio di considerazioni finali che saranno
poi discusse nelle sedi opportune dove, comunque,
si potrà analizzare in modo più determinante
questo movimento migratorio anomalo, condizionato
dal tempo meteorologico, tenendo pure presente
l’incognita costante del comportamento
naturale della migrazione, con la speranza di
ottenere piccole risposte significative alle
grandi domande che questo fenomeno ci abitua
a porci da sempre.
30 aprile 2007
FEIN stampa
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