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LA MIGRAZIONE POSTNUZIALE DELLA CESENA (Turdus pilaris)
SETTANT'ANNI E PIU' DI DATI ALL'OSSERVATORIO ORNITOLOGICO DI AROSIO- FEIN (Fondazione Europea IL NIBBIO)




Il passo della Cesena (Turdus pilaris) nella migrazione postnuziale 2011, come quello del 2009 e 2010, sarà ricordato perché ha fatto registrare una presenza assolutamente inconsistente e, in forma generale, sia in montagna che in pianura come era già avvenuto nel 2006. Dall'analisi dei dati di cattura relativi all'attività dell'Osservatorio ornitologico di Arosio dal 1941 in avanti si è sviluppata la seguente tabella riassuntiva.

 
 


Il periodo preso in esame va dal 1941 al 2011 con catture costanti (durante ben oltre 70 anni di attività, fatta eccezione per l'anno 1969 di vuoto legislativo) e in forma continuativa (durante tutti i giorni dei singoli periodi: nidificazione 1 maggio – 31 luglio, un giorno per decade anche per non arrecare disturbo durante questo particolare periodo; postnuziale: 4 agosto- 31 dicembre; svernamento: 1° gennaio – 28 febbraio; prenuziale: 1 marzo – 30 aprile). Tutti i giorni della decade hanno visto il funzionamento dell'impianto e, in particolare, fino al 1957 quale attività di caccia con le reti, dal 1958 al 1976 con un sistema misto di attività tra l'amatoriale e gli inanellamenti e, finalmente, dal 1977 con una attività programmata, controllata e coordinata per lo studio esclusivo delle migrazioni, istituendo così l'Osservatorio ornitologico di Arosio della FEIN (Fondazione Europea iL NIBBIO), Organizzazione Non Governativa riconosciuta a vari livelli internazionali, quale ONG.
Ciò premesso, rileviamo che solo in due anni si sono superate i 400 esemplari catturati annualmente (1953: 563 e 1946: 456 catture). Solo in tre anni si sono superati le 200 catture (1970: 266, 1975: 259 e 1971:252 catture). Solo in otto anni si sono superate le 100 catture (2004: 162, 1988: 142, 1973:140, 1974: 125, 1943: 121, 1990: 103, 1941:102 e 1977:101 catture). Solo in undici anni si sono superate le 50 catture (1952: 99, 1963: 92, 1966: 88, 1954:84, 1967: 79, 1948: 74, 1958: 68, 1961: 63, 1999: 58 e 1947: 51 catture). La maglia nera va al 2006 e 2009 con solo due esemplari per tutta la stagione; nel 1976 e 1982 con solo tre esemplari, nel 1983 con quattro, nel 1992 con cinque, nel 2010 con otto e nel 2000 con nove!
Solo negli anni 1973 (140), 1974 (125), 1975 (259) si è notata una costante presenza per più di due anni consecutivi, mentre per solo due anni consecutivi il passo più che buono delle Cesene è avvenuto nel 1970 (266) e 1971 (252). L'eccezionalità del 2004 sta nel numero di Cesene presenti soprattutto negli ultimi giorni della prima decade (8,9,10) e nella seconda decade di novembre, essendo apparse quasi all'improvviso nei primi giorni di questo mese.
L'esame, così rappresentato, è utile a farci comprendere come siano fallaci i giudizi affrettati, senza alcun fatto certo, sulla consistenza delle singole specie ed, in particolare, della Cesena che arriva al di sotto delle Alpi ad anni alterni. Invero dal 1975 e cioè oltre trent'anni or sono, si sono avuti solamente quattro anni in cui le Cesene hanno superato i cento esemplari inanellati: nel 1977 (101), nel 1988 (142), nel 1990 (103) e nel 2004 (162). In ultima analisi, nel 2004, era ben da quattordici anni che i nostri cieli erano stati privi di questo turdide che, invece, si è presentato in forma più che buona anche oltre l'Italia centrale. Quali le cause? La risposta è duplice come evidenziammo nei precedenti rapporti senza avere avuto ancora delle precise risposte: la prima attiene alle condizioni meteorologiche, assolutamente negative, avvenute fin dai primi giorni di novembre in tutta l'Europa centrale e, la seconda, per la mancanza di risorse alimentari (soprattutto bacche) nel centro e nord Europa. Quindi un menù meteorologico avverso e assenza di alimentazione sono da imputarsi come cause principali della presenza migratoria nel periodo postnuziale al di sotto delle Alpi. A questo punto, in modo conclusivo, è opportuno analizzare gli anni 2006, 2007, 2009, 2010 e 2011 per una necessaria divagazione ornitologica sulla strana presenza della Cesena.

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Per il 2006 l'alta pressione gravante in tutta l'Europa centro-orientale con l'anticiclone proveniente dal nord-ovest che non riusciva a portare aria fredda, ha consentito di mantenere la temperatura al di sopra della media stagionale senza perturbazioni nevose nell'ex Russia (da oltre cento anni non si verificava un fatto analogo a Mosca!) condizionando così una anomala migrazione postnuziale di tutte le specie ottobrine/novembrine che non hanno attraversato le Alpi anche in presenza di ottime risorse alimentari in quelle località ma la temperatura dell'inverno è stata al di sopra della media stagionale e le Cesene non si sono viste anche nei loro movimenti erratici.
Per il 2007 le considerazioni sono ben diverse perché in molte zone della media collina e della pianura sono apparse – a macchia di leopardo- differenziando la loro presenza da zona a zona in modo molto diversificato consentendo in alcune località una presenza massiva, come quella del 2004 (in allora molto generalizzata), e in altre, invece, in modo attenuato (comunque superiore, senza dubbio, a quella completamente quasi nulla del 2006) e a quella del 2009. Nulla di particolare è, invece, avvenuto nel 2008, rispetto alla situazione meteorologica invernale con una lieve significativa presenza di questo turdide, comunque sempre al di sotto di molto della norma.
Per il 2009 dobbiamo segnalare, invece, una temperatura quasi sempre sopra ai livelli normali non solo nella nostra Penisola, ma in tutta Europa con una notizia che ha del sorprendente che ci viene da Uppsola (Svezia) dove a metà dicembre da oltre un mese le Cesene se ne erano andate. Ma dove? Sono i misteri di questi nostri amici alati. Presagivano il freddo polare di fine anno? E' tutto ancora da verificare anche in relazione ad alcune segnalazioni di avvistamenti avvenuti a sud della penisola (in Puglia) a fine novembre senza alcun movimento comunicato, invece, nel nord. (n.d.r. a fine gennaio con freddo intenso e neve sono apparse in tono molto modesto a sud delle colline orobiche).
Per quanto poi attiene al 2010 ci assale ancora il quesito di dove siano andate le Cesene, che hanno in modo più che soddisfacente nidificato durante l'estate scorsa al nord del Paleartico occidentale.
E' una domanda assillante atteso che neppure in Grecia e, in generale, nei Balcani sono state notate. E, ovviamente, neppure al sud della Francia le "cha-cha" dal canto caratteristico che le contraddistingue sono state notate.

 

E così è avvenuto nel 2011 dove sono stati inanellati solo quattro esemplari di questa specie con un fine anno da ricordarsi per il suo "inverno non inverno" salvo la seconda decade di dicembre che sembrava accompagnarci a giornate molto rigide che poi si sono dissolte con una giornata di Natale "abbellita" da un sole quasi primaverile e tutta la fine dell'anno è stata a questa insegna del bel tempo. E così l'inizio dell'anno 2012 trova, in generale,bel tempo prevalente sull'Italia del nord e, in particolare, in Lombardia al di là delle Alpi, con una presenza di alta pressione che ha causato un braccio di ferro planetario tra il vortice atmosferico sul polo Nord e l'anticiclone sul vicino Atlantico che davanti all'Africa ha scatenato i forti venti e che, nella giornata di venerdì 06.01.2012, hanno provocato danni, guai e feriti in buona parte della penisola. Il motivo è dovuto alla sconfitta dell'anticiclone che si è indebolito lasciando campo libero alle forze atmosferiche che scendono dal cielo del nord.
Se questo è avvenuto al nord del nostro continente sulla pianura padana si sono godute giornate con clima mite, rispetto alla stagione, con una minima di 10 gradi domenica 8 all'Osservatorio Ornitologico di Arosio. E così avviene nella prima decade del mese, sovvertendo ogni previsione che la facevano attanagliata dal freddo polare. Nulla, pertanto, è da considerarsi favorevole, meteorologicamente parlando, all'arrivo alle nostre latitudini di questa specie.
Ogni contributo di pensiero sarà gradito da quanti leggeranno queste note.

Testo di base presentato a Pescara il 2-3 febbraio 2008 al
X Convegno degli Inanellatori Italiani e successive modifiche annuali

Per saperne di più: fein@nibbio.org tel 031.762162




 
 
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