|
I
viaggi migratori degli uccelli vengono monitorati ormai da diverso
tempo, ma ancora riservano molte sorprese. Un nuovo modo per scoprire
qualche segreto ancora non svelato sui movimenti di alcune specie
ornitiche è l’utilizzo di un
geolocalizzatore dal peso di un grammo e, quindi, sopportato anche
dagli uccelli più piccoli, in particolare da quelli canori che
corrispondono al 46% delle specie d’avifauna. Fino ad ora i radar e
i trasmettitori satellitari hanno consentito di seguire i movimenti
specialmente delle specie di maggiori dimensioni ma, ora, il campo
della ricerca si è ampliato e, in Canada, sono stati portati aventi
studi sulla Rondine purpurea e il Tordo del legno che hanno messo in
evidenza come, ad esempio, la prima specie menzionata compia un
viaggio di andata (in primavera) molto più veloce del viaggio di
ritorno (in autunno). La migrazione prenunziale verso i luoghi in cui
nidificare è anche 2-6 volte superiore alla migrazione postnuziale
quando, nel tornare verso sud, nei luoghi di svernamento, i volatili
compiono diverse soste per riposare e rifocillarsi. Dalla ricerca
effettuata dagli scienziati della York University di Toronto è
emerso che la Rondine purpurea compie 577 Km di media ogni giorno.
Le rotte di migrazione
sono in continua evoluzione perché cambiano nei corsi degli anni le
condizioni degli habitat scelti dagli uccelli come luoghi di
nidificazione, riproduzione, sosta e svernamento. L’antropizzazione
e l’effetto serra sono tra i principali elementi determinanti i
cambiamenti degli areali ed è visibilmente correlata, quindi, la
presenza dell’uomo nel determinare la sopravvivenza o meno di
alcune specie, si pensi alla deforestazione e alla desertificazione.
A seconda che i cambiamenti apportati siano a favore o meno alle
abitudini alimentari e ai range di sopravvivenza di quel particolare
viandante del cielo, ecco quindi che l’uomo si rende artefice del
suo destino.
Aprile 2009 FEIN
STAMPA
|