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Il
dato è ufficiale e perviene dal rapporto della Federal Aviation
Administration. Negli ultimi decenni, per la precisione dal 1990, il
numero di incidenti aerei casati dall’urto di uccelli con i motori,
è quadruplicato passando da 1759 a 7666 all’anno.
Per
lo più si tratta di oche, gabbiani e colombacci che impediscono
anche atterraggi o decolli. La lotta intrapresa consiste
nell’utilizzo di mezzi che li allontanino dalle piste, spesso
purtroppo costruite in zone umide che erano state considerate di poco
interesse per la scarsa edificabilità, ma che sono di cruciale
importanza come luoghi di riproduzione e rifugio delle specie aviari
e quindi luoghi maggiormente frequentati dai volatili e, per questo,
i meno indicati per la costruzione degli aereoporti. I mezzi
utilizzati contro gli uccelli vanno dall’uso di suoni assordanti,
all’impiego dei falchi, con un costo all’industria aeronautica
USA di 620 milioni di dollari, in aumento visto che gli interventi di
salvaguardia dell’ambiente hanno fatto registrare negli ultimi anni
un incremento delle specie aviari, ad esempio, le oche canadesi
contavano nel 1990 un milione di esemplari, mentre ora raggiungono
una popolazione di oltre quattro milioni.
Purtroppo
non si tratta di causare solo ritardi al piano di volo ma si stima
che, dal 1988, 219 persone abbiano perso la vita a seguito di
incidenti dovuti allo scontro degli uccelli con i motori: i
propulsori dei jet commerciali sono costruiti per supportare
l’impatto con un solo uccello di grandi dimensioni sempre sotto i
2chili, ma alcune specie presenti specialmente nell’America del
sud, come pellicani e oche, superano questo peso. Ecco quindi
l’utilizzo di graminacee non appettibili, spaventapasseri ed anche
fuochi pirotecnici per scoraggiare gli amici pennuti a recarsi in
volo sugli aereoporti.
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