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“ETAT ET TENDANCES
DEMOGRAPHIQUES DES POPULATIONS DE GRANDS TURDIDES DU GENRE TURDUS
DANS LA REGION ORIENTALE DE LA BALTIQUE”
In Europa la caccia ai
grossi Turdidi è consentita in Italia, Francia, Spagna, Portogallo,
Grecia, Malta e Cipro, ma pochissimi sono i dati disponibili in
letteratura sull’entità degli abbattimenti. Per la Francia sono
stati stimati tra i quattro ed i sette milioni di capi all’anno
(Hepburn 1985) e circa 2.650.000 per ciascuna specie (Landry 1985);
per l’Italia Gariboldi et al. (2004) stimano per quanto
riguarda il solo Tordo bottaccio un abbattimento legale di non meno
di 4-6 milioni di capi ogni anno. Questi numeri sono comunque da
ritenersi molto largamente approssimativi in quanto non è mai stata
condotta nessuna statistica su scala nazionale e l’attendibilità
dei dati riportati sui tesserini dei cacciatori va attentamente
verificata. In ogni caso, anche se imprecise, queste stime sono
sufficienti per rendersi conto del prelievo venatorio esercitato su
queste specie e, di conseguenza, della necessità di raccogliere
informazioni sulla dinamica di popolazione attraverso sistemi
di monitoraggio standardizzati condotti su larga scala per
procedere ad una corretta gestione e ad una efficace applicazione
della Direttiva europea.
Il programma di ricerca
del Prof. G.A. Noskov e dei suoi collaboratori della Ladoga
Ornithological Station, coordinati da un preciso programma di studio
dall’OMPO (Uccelli Migratori del Paleartico Occidentale), è
dunque di notevole importanza in quanto si prefigge di monitorare le
popolazioni di Tordo bottaccio, Tordo sassello, Cesena, Merlo e
Tordela che interessano la Russia nord-occidentale durante alcune
fasi fondamentali del loro ciclo di vita, quali il periodo
riproduttivo e la migrazione pre- e postriproduttiva.
Durante il periodo della
nidificazione lo studio è stato condotto in tre diverse zone
caratterizzate dalla vegetazione tipica di questa parte dell’areale.
Nel rapporto, anche se manca una descrizione dettagliata dell’habitat
e delle specie presenti per avere un quadro completo dell’area di
studio, di eventuali predatori e delle disponibilità alimentari,
l’elevata quantità di dati raccolti consente di valutare
correttamente il successo riproduttivo: in particolare è stato
accertato il numero medio di uova deposte e schiuse, la data media di
schiusa ed il numero medio di pulli involati. La ricerca dei nidi è
stata effettuata con grande cautela per evitarne l’abbandono e
molto interessante risulta l’utilizzo di una telecamera collegata
ad un monitor per il controllo dei nidi meno accessibili; va anche
sottolineato che durante la riproduzione è stata evitata la cattura
per diminuire il disturbo e per non attirare verso i nidi possibili
predatori. Anche se sono emerse delle differenze tra le tre aree di
studio, complessivamente l’analisi dei dati mostra un buon successo
riproduttivo di Tordo bottaccio, Tordo sassello, Cesena e Merlo, in
linea con i risultati riportati in letteratura da altri autori. È
comunque evidente, come scrivono gli stessi ricercatori, che questo
tipo di indagini richiede dei monitoraggi a lungo termine.
La seconda parte della
ricerca è stata rivolta alla migrazione primaverile ed autunnale
mediante osservazioni e catture effettuate nel territorio della
Nizhne-Svirsky State Reserve in cui si trova la Ladoga Ornithological
Station. Anche in questo caso sarebbe interessante disporre di una
descrizione accurata dell’area, ma soprattutto sarebbe opportuno
far partire le osservazioni primaverili con un certo anticipo
rispetto alla data prescelta. Gli autori, per determinare i periodi
di migrazione, riportano infatti per ogni singola specie le date
relative alla prima ed all’ultima segnalazione, facendo però
iniziare lo studio il 3 aprile. Dalla tabella proposta emerge che già
da questo giorno si registrano le prime segnalazioni di passaggi per
Merlo e Tordo sassello, mentre per la Cesena iniziano dal giorno
successivo; è quindi evidente che un anticipo dell’attività di
almeno 15/20 giorni consentirebbe di conoscere con maggiore
precisione la data d’inizio della migrazione primaverile o,
eventualmente, di accertare l’assenza di movimenti migratori
nell’area durante il mese di marzo.
***
Il confronto dei dati
raccolti nella primavera e nell’autunno del 2008 con quelli
ottenuti negli anni precedenti mette in evidenza notevoli differenze
sia tra gli anni che tra le due stagioni senza che per altro sia
stato possibile riscontrare eventuali correlazioni. Va comunque
ricordato, come segnalano gli stessi autori, che il numero degli
individui osservati in migrazione può dipendere non solo
dall’abbondanza della specie, ma anche da altri fattori (come
direzione ed intensità del vento, temperatura, etc.) che possono
condizionare il passaggio in momenti diversi della giornata. Non
bisogna poi dimenticare che il metodo delle osservazioni porta con sé
un grado di errore più o meno consistente e, poiché non permette di
intercettare tutti gli individui in transito, può fornire soltanto
degli indici di abbondanza; per questo motivo sarebbe opportuno
eseguire i campionamenti in un periodo fisso all’interno di ogni
fascia oraria (ad esempio per un quarto d’ora ogni ora) ed
eventualmente confrontare questi indici con conteggi effettuati in
modo continuativo nell’intera fascia oraria. Occorre inoltre
aggiungere che in generale tutti i Turdidi sono soprattutto dei
migratori notturni per cui diventa abbastanza difficile quantificare
i passaggi attraverso le osservazioni; anche il metodo di annotare i
richiami notturni che gli individui in migrazione si scambiano tra
loro, utilizzato dagli autori della ricerca, può risultare
abbastanza impreciso fornendo con certezza soltanto l’informazione
di presenza/assenza di migrazione.
Nel rapporto non viene
precisato come sono state condotte le osservazioni, ma gli stessi
ricercatori devono essersi resi conto della necessità di migliorare
la metodologia e nelle conclusioni affermano che in futuro si prevede
di utilizzare il metodo dei punti di osservazione proposto da Blondel
et al. (1981), un metodo senz’altro più standardizzato che
consente di ricavare informazioni utili per monitorare nel corso
degli anni eventuali tendenze delle popolazioni indagate.
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Lo studio sulla
migrazione è stato condotto impiegando anche una tecnica di cattura
attiva basata sull’utilizzo di reti e di richiami acustici per le
diverse specie di Turdidi. Lo sforzo di cattura non può essere
considerato molto standardizzato in quanto durante la primavera le
reti sono state operative dall’alba al tramonto, mentre in autunno
sono rimaste aperte anche nel corso di alcune notti; in più, oltre a
variare il numero di reti nei due periodi, sono state anche
utilizzate trappole tipo Rybachy.
Per determinare la
composizione in classi d’età e per stabilire eventuali tendenze
delle popolazioni indagate attraverso la valutazione del successo
riproduttivo nel corso degli anni è indispensabile un corretto
monitoraggio dei flussi migratori, in grado di fornire un campione
statisticamente valido e rappresentato da un numero di uccelli
abbastanza elevato. Per raggiungere questo obiettivo è necessario
adottare una tecnica attiva di cattura, qual’è quella che prevede
l’impiego di reti mist-nets e di richiami acustici.
Contemporaneamente è fondamentale che le catture vengano effettuate
in modo standardizzato utilizzando reti in numero e dimensioni
costanti collocate secondo un orientamento fisso e fonti sonore
emesse sempre dagli stessi riproduttori posizionati in punti
prestabiliti con gli stessi canti, onde conformarsi ad una rigida
metodica di raccolta dei dati.
Va anche considerato
che, come già è stato detto prima, la maggior parte della
migrazione dei Turdidi avviene durante le ore notturne per cui il
campione ottenuto durante il giorno potrebbe non riflettere il reale
andamento dei passaggi. A questo proposito va ricordato che il
“Centre de Recherches sur la Biologie des Populations d’Oiseaux”
(Centro francese d’inanellamento) da diversi anni conduce un
progetto di ricerca sulla migrazione notturna dell’Allodola,
un’altra specie che migra prevalentemente di notte. Come asserisce
Alerstam (1990) nel suo libro “Bird migration”, le catture
effettuate durante il giorno negli osservatori ornitologici costieri
non riflettono accuratamente i passaggi avvenuti durante le ore
notturne in quanto gli uccelli catturati non sono in piena attività
migratoria ma sono piuttosto individui che si sono fermati dopo la
loro notte di migrazione. Ciò viene anche confermato dall’elevata
percentuale di giovani che viene catturata in quanto gli adulti,
probabilmente per la loro maggiore esperienza e competitività,
riescono a selezionare meglio i punti in cui possono sostare ed
evitano di migrare in condizioni di tempo sfavorevole che potrebbero
costringerli a fermarsi in aree non idonee.
E questo potrebbe essere
il motivo per cui l’age-ratio riportata per l’area baltica
in autunno per il Tordo bottaccio risulta particolarmente elevata,
arrivando addirittura al 97%, un dato che sicuramente non può
riflettere il reale successo riproduttivo. Gli autori ritengono che a
determinare questo valore sia il cosiddetto “coastal effect”,
accertato per molti migratori notturni in diversi punti di cattura
situati lungo le coste dei grandi laghi o del mare (Ralph 1978). È
importante precisare che uno studio triennale sulla migrazione
autunnale del Tordo bottaccio condotto sul litorale tirrenico in
provincia di Caserta (Scebba 2006) con metodologie standardizzate ha
consentito la cattura di 1.344 uccelli con un rapporto giovani/adulti
dell’83,4% ed oscillazioni che sono andate dal 76,8% nel 2005
all’87,6% nel 2004 ed anche l’attività di cattura svolta nel
2008 dall’Osservatorio Ornitologico di Arosio (Como), sempre con
metodologie ormai standardizzate negli anni, ha fatto registrare
durante la migrazione autunnale un rapporto giovani/adulti pari al
72% con un campione di 1.742 soggetti.
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Pur presentando qualche
imprecisione, il rapporto redatto dal gruppo del Prof. Noskov per il
2008 sullo stato e sulle tendenze demografiche delle popolazioni dei
grossi Turdidi nella regione orientale del Baltico, rappresenta un
indispensabile monitoraggio effettuato in un’area attraversata da
un forte flusso migratorio ed interessata anche dalla nidificazione
di consistenti popolazioni. Opportune modifiche delle metodologie,
già in parte previste dal gruppo di lavoro, possono rendere ancora
più interessanti i dati raccolti che costituiscono un’importante
fonte di informazioni in una fase critica del ciclo della vita di
queste specie; purtroppo, la limitazione di questa ricerca è
costituita dal fatto che essa è confinata ad un’unica area della
regione baltica. Sul piano metodologico, per un corretto monitoraggio
della demografia delle popolazioni di Turdidi, è invece importante
che vengano sviluppati dei programmi di ricerca a livello
internazionale, che prevedano monitoraggi dei livelli di abbondanza
durante le migrazioni mediante inanellamenti su larga scala ed a
lungo termine, concentrando le catture soprattutto nelle ore notturne
quando l’attività migratoria è particolarmente intensa.
Se si considera che gli
Enti istituzionalmente preposti alla gestione della fauna non hanno
mai dimostrato grande interesse verso queste specie sottoposte ad un
prelievo venatorio, risulta evidente che le Associazioni Venatorie
dovrebbero impegnarsi direttamente per organizzare dei monitoraggi
continui della loro demografia in grado di assicurare una corretta
gestione e garantirne la salvaguardia per un saggio, controllato e
programmato controllo.
Sergio Scebba
Gruppo Inanellamento Limicoli (G.I.L., Napoli)
Ladoga Ornithological Station/OMPO- Report 2008 “Thrushes in
Russia” nell’ambito del
Rapporto 2008-2010 per uno studio sulla nidificazione della specie
Tordo bottaccio (Turdus
philomelos) nel nord est del Paleartico Occidentale.
Alerstam,
T. (1990) Bird
Migration.
Cambridge
University Press.
Blondel,
J., Ferry, C. & Frochot, B. (1981) Point counts with unlimited
distances. Studies
in Avian Biology
6: 414-420.
Gariboldi,
A., Andreotti, A. e Bogliani, G. (2004)
La conservazione degli uccelli in Italia. Strategie ed azioni.
Alberto Perdisa Editore, Ozzano (Bologna).
Hepburn
J.R. (1985) La
caccia agli uccelli migratori nei Paesi della Comunità Europea.
Federazione delle Associazioni dei Cacciatori della CEE.
UNAVI, Firenze.
Landry
P. (1985) Principaux résultats de l’enquête nationale sur les
tableaux de chasse à tir en France pour la saison 1983-1984.
Proceedings
XVII Congress,
IUGB, Brussels 1985.
Ralph,
C.J. (1978) Disorientation and possible fate of young passerine
coastal migrants. Bird-Banding
49:
237-248.
Scebba, S. (2006) Tordo bottaccio Turdus
philomelos: studio della migrazione autunnale in Campania.
Uccelli d’Italia 31: 26-49.
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