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L’ATLANTE DELLA MIGRAZIONE DEGLI UCCELLI IN ITALIA: 
FRUTTO DI UN SECOLO DI INANELLAMENTO

 

Il fenomeno delle migrazioni ha sempre affascinato gli uomini, fin dall’antichità. Nell’Atlante della migrazione degli uccelli in Italia (suddiviso in due volumi I – non –passeriformi e II – passeriformi) gli autori Fernando Spina e Stefano Volponi- illustrano gli articolati meccanismi con cui le migrazioni si realizzano prendendo come fulcro di partenza la situazione nel nostro Paese. Le finalità della migrazione sono diverse e si basano tutte sul principio della sopravvivenza: si migra alla ricerca di cibo, di aree dove poter svernare oppure dove poter trovare luoghi idonei per la riproduzione in modo da garantire la conservazione della specie. La migrazione attraverso il cielo, degli uccelli, viene monitorata con diverse metodologie, la principale delle quali è l’attività di inanellamento che consiste nell’apporre al tarso del volatile un anello indicante la sigla del centro nazionale di inanellamento e un numero che identifica il soggetto medesimo. I dati (specie, età, sesso, misure biometriche etc) vengono riportati inizialmente su una scheda da campo e successivamente informatizzati, nel programma nisoria, secondo uno schema standardizzato di raccolta dati: a questo protocollo si attengono tutti gli inanellatori dell’Euring.

La ricattura del soggetto inanellato, magari in altra Nazione, diviene un tassello da apporre nella definizione del puzzle della rotta migratoria percorsa da quella determinata specie.

E’ proprio elaborando l’enorme banca dati raccolta- in particolare i dati di ricattura- nel corso degli anni dall’INFS (ISPRA) che si è arrivati alla presentazione, nell’Atlante, di 280 specie grazie ad un campione di oltre 165.000 segnalazioni di soggetti inanellati da parte della laboriosa opera dei volontari. Se è vero che molti dei misteri sulle migrazioni sono stati svelati, rimane importante perseverare con questo tipo di monitoraggio al fine di rilevare qualsiasi cambiamento nelle modalità di migrazione si possa verificare, in quanto gli uccelli sono importantissimi indicatori biologici dei cambiamenti ambientali e per questo i dati ad essi relativi sono fonte primaria per le considerazioni gestionali. I dati elaborati nell’Atlante costituiranno una considerevole fonte di informazioni di base sia per le politiche di conservazione coordinate su vasta scala geografica sia per l’elaborazione di modelli di gestione delle popolazioni europee al fine di contribuire a definire i presupposti scientifici richiesti dall’applicazione delle norme comunitarie in materia, tra cui l’importante Direttiva 71/409/CE. Nell’atlante ogni specie è descritta doviziosamente: la scheda ad essa relativa raccoglie sia informazioni generali attinenti l’ecologia e l’habitat specifici che indicazioni particolareggiate scandite nei diversi periodi fenologici (svernamento, migrazione primaverile, nidificazione, migrazione autunnale) in considerazione anche degli areali di distribuzione. Il tutto è correlato da grafici, mappe, carte di migrazione utile riferimento per trovare informazioni chiare e concrete rimarcando ancora di più il pregevole lavoro di raccolta ed elaborazione dei dati ornitologici grazie all’attività di inanellamento. E’ così che il Dr. Spina ringrazia il Presidente FEIN (che gestisce l’Osservatorio ornitologico di Arosio) a seguito delle belle parole di apprezzamento per l’atlante: “Egr. Avv. Bana, la ringrazio per le sue parole di apprezzamento relative all'atlante, il quale è frutto degli sforzi di tanti inanellatori e di ancor più numerosi cittadini, in Italia come all'estero, i quali per decenni hanno fornito il loro entusiasmo e la loro attenzione alle ricerche svolte, rispettivamente marcando gli animali e fornendone successive segnalazioni”. Che la poderosa opera allora sia di buon auspicio nel continuare in questo appassionante studio dei nostri amici alati!

 
 
 
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