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2. L'Osservatorio Ornitologico di Arosio: inquadramento generale

L'Osservatorio Ornitologico di Arosio (CO) è gestito dalla FEIN, Fondazione Europea Antonio Bana per la ricerca ornitologica sulle migrazioni e per la tutela dell'ambiente, IL NIBBIO-FEIN, fondata nel 1988 allo scopo di studiare e di promuovere iniziative atte a contribuire alla conservazione della fauna e degli ambienti naturali in conformità alle proprie finalità istitutive. E' un'Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale (ONLUS) e agisce quale Organizzazione Non Governativa (ONG) in seno all'Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN) dal 1995 ed in seno al Consiglio d'Europa dal 1999.
L'Osservatorio Ornitologico di Arosio, istituito in data 24 giugno 1977 (conforme alle disposizioni della legge Regione Lombardia 31 luglio 1978 n. 47, "Norme per la protezione e la tutela della fauna e disciplina dell'esercizio venatorio", art. 20, legge attualmente abrogata e sostituita dalla legge Regione Lombardia 16 agosto 1993, n. 26 "Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell'equilibrio ambientale e disciplina dell'attività venatoria" e s.m.i.) si trova lungo una delle principali direttrici della migrazione dell'avifauna attraverso l'Italia e costituisce una zona di sosta e di rifornimento essenziale durante la migrazione di numerose specie. Dal 1977, in collaborazione con l'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (I.N.F.S.) e con l'Euring (Unione europea per l'inanellamento), vi si pratica l'attività di inanellamento a scopo scientifico delle diverse specie ornitiche.
L'impianto di cattura dell'Osservatorio Ornitologico di Arosio, risale a tempi antichi; era già presente sulle carte del 1710 e se ne ha testimonianza archivistica nel 1722 (mappe del Catasto Teresiano). Un'accurata e costante manutenzione dell'impianto arboreo dell'Osservatorio ha permesso di favorire la tutela della sua articolata architettura vegetale di antica tradizione e di far conoscere l'ambiente naturale nei suoi molteplici aspetti. La trasformazione del "Roccolo", ovvero l'impianto di cattura a reti verticali, in Osservatorio Ornitologico ha permesso di conservare lo scopo utilitario per cui tale struttura architettonica era stata pensata e progettata. I Roccoli, infatti, sono delle vere e proprie architetture vegetali che si diffusero tra il XVI e il XVII sec. come forma d'aucupio, ossia per la caccia agli uccelli; tali strutture rivestono oggi una notevole importanza poiché considerate patrimonio storico.
Il Roccolo di Arosio, nel 1969, rimase inattivo per un anno, a causa della Legge del 31/03/69 che stabiliva il divieto di caccia con l'uso delle reti. La successiva Legge n.17/70 concesse poi a queste strutture il prosieguo dell'attività di inanellamento con finalità di studio ed amatoriale.

OSSERVATORIO ORNITOLOGICO IL NIBBIO-FEIN
AROSIO (CO) ITALIA
Sede Legale: c/o FEIN, Via Borgo Santa Caterina, 61 - 24124 BERGAMO
Sede Amministrativa: c/o FEIN, Via S. Antonio, 11 - 20122 MILANO
Tel: +39.02.58304902 - Fax: +39.02.58305005

Sede Operativa:
Via Perego, 22060 AROSIO (CO)
Tel/Fax: +39.031.762162
E-mail: fein@nibbio.org - Sito internet: http://www.nibbio.org

Attività: cattura ed inanellamento dell'avifauna a scopo scientifico, monitoraggio meteoclimatico e bioacustico, attività scientifica e di educazione e divulgazione ambientale, gestione, utilizzo e manutenzione di mezzi ed infrastrutture dell'Osservatorio.
Persone di riferimento: Avv. Giovanni Bana, Dott.ssa Paola Magnani
Settore di attività secondo la classificazione EA: n° 39
Settore di attività secondo la classificazione NACE: n° 91.04(ex 92.53)

2.1 Inquadramento territoriale

L'Osservatorio Ornitologico di Arosio si trova a nord dell'abitato dell'omonimo Comune, in provincia di Como, adiacente alla Strada Provinciale "Valassina" (Milano-Erba); l'area ricade quasi interamente nel territorio comunale di Arosio, tranne una piccola parte ubicata nel Comune di Inverigo. Tale complesso si estende su una superficie di 12.5 ha ed i suoi confini sono definiti ad Ovest e a Sud da aree boscate, a Nord dal giardino di una proprietà privata, mentre il confine orientale è rappresentato, per un piccolo tratto, dalla S.P. Valassina e per il resto da una antica strada comunale denominata "del Sass del Frecc".

Il sito è agevolmente raggiungibile:
Da autostrade A4 Torino-Milano, A4 Venezia-Milano e A1 Napoli-Milano: superata la grande barriera di Milano, prima uscita "Sesto S. Giovanni (F. Testi – V. Zara)" e direzione Lecco-Erba. Dopo circa 3 Km, imbocco della S.P. Valassina ed allo svincolo con Lecco proseguire in direzione Erba-Como-Giussano. Oltrepassati i cartelli indicatori della città di Arosio e della città di Inverigo e superato (dopo circa 1 Km) un ponte ferroviario, sulla sinistra, dopo circa 300 metri, vi è l'indicazione dell'ingresso all'Osservatorio Ornitologico.

Da Como: statale per Bergamo, al bivio di Lurago d'Erba proseguire in direzione Milano; 800 metri dopo il terzo semaforo, è visibile sulla destra l'indicazione dell'ingresso all'Osservatorio Ornitologico.

Come raggiungere l'Osservatorio Ornitologico
Il Nibbio-Fein (scala alterata)

Localizzazione dell'area dell'Osservatorio Ornitologico di Arosio (scala alterata)

IMPIANTO DI CATTURA ED INFRASTRUTTURE FUNZIONALI DELL'OSSERVATORIO
La proprietà, interamente recintata, ospita al suo interno edifici destinati ad accogliere personale, visitatori e mezzi necessari al funzionamento dell'Osservatorio Ornitologico.

L'impianto di cattura dell'Osservatorio è costituito da:
- Roccolo;
- alberi ed arbusti;
- reti;
- caselli.

Il Roccolo è la struttura fissa fondamentale di cattura e sulla sua "figura" si basa tutta l'attività di inanellamento. Il Roccolo è costituito da un corridoio di Carpini (Carpinus betulus) che delimita spazi circolari; il Carpino viene impiegato per la capacità di questa caducifoglia di contrastare la crescita di altre specie, per la sua resistenza ed adattabilità alla potatura ed, infine, per la persistenza del fogliame rinsecchito per tutto l'inverno.
Nel Roccolo, gli alberi e gli arbusti sono disposti singolarmente o a piccoli gruppi o a siepe; gli arbusti sono per lo più spinosi, come il Prugnolo (Prunus spinosa) ed il Biancospino (Crataegus monogyna).
Gli alberi sono disposti e potati in modo tale da creare vere e proprie architetture verdi, in cui le reti verticali del tipo Mist-net, disposte a semicerchio, sono nascoste alla vista degli uccelli dal pergolato di fronde; i rami degli alberi della galleria vengono potati in modo da creare una serie di finestre, spazi aperti attraverso i quali gli uccelli restano intrappolati nella rete. Queste strutture permettono la cattura dell'avifauna in modo non lesivo.
Annesso all'impianto vi sono due costruzioni, i caselli, da cui, attraverso apposite fenditure, è possibile scrutare i movimenti dell'avifauna.

Particolari della struttura del Roccolo

Le infrastrutture funzionali alla ricettività dell'Osservatorio Ornitologico sono collocate all'interno dei confini della proprietà:
- all'ingresso dell'Osservatorio è situato il "Museo dell'avifauna", in cui è possibile visionare una raccolta ornitologica che conta ben 375 esemplari di uccelli imbalsamati appartenenti a 266 specie di 64 famiglie diverse; l'esposizione nelle bacheche delle diverse specie ornitiche consente l'osservazione diretta delle peculiari caratteristiche anatomiche delle diverse specie;
- ai margini dell'impianto di cattura è ubicata la "Sala didattica", in cui vengono svolte lezioni didattiche ed incontri scientifici.

Planimetria dell'Osservatorio Ornitologico di Arosio (scala alterata)

2.2 Inquadramento vegetazionale

Il Roccolo
Le specie vegetali (arboree e arbustive) che costituiscono il Roccolo vero e proprio sono i Carpini bianchi (Carpinus betulus), mentre quelle presenti nell'area del Roccolo, all'interno ed all'esterno, sono le seguenti:
specie arboree: Acero campestre (Acer campestre), Bagolaro (Celtis australis), Betulla (Betula pendula), Castagno (Castanea sativa), Cedro (Cedrus spp.), Ciliegio (Prunus avium), Frassino (Fraxinus excelsior), Pino silvestre (Pinus sylvestris), Quercia (Quercus spp.), Robinia (Robinia pseudoacacia), Tiglio (Tilia spp.) e Tuia (Thuja plicata).
specie arbustive: Agrifoglio (Ilex aquifolium), Biancospino (Crataegus monogyna), Bosso (Buxus sempervirens), Brugo (Calluna vulgaris), Crespino (Berberis spp.), Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius), Lauro ceraso (Prunus laurocerasus), Ligustro (Ligustrum vulgaris), Nocciolo (Corylus avellana), Piracanta (Pyracantha coccinea), Sambuco (Sambucus nigra), Sorbo degli uccellatori (Sorbus aucuparia) e Sorbo montano (Sorbus aria).

Il bosco
La vegetazione presente appartiene all'orizzonte del Castenutum, sottozona calda, secondo la classificazione fitoclimatica del Paveri oppure al cingolo Quercus robur- Calluna e Quercus- Tilia- Acer secondo la classificazione biocenotica dello Schmidt. Si rinviene, inoltre, la presenza di specie esotiche quali la Robinia (Robinia pseudoacacia) e il Ciliegio tardivo (Prunus serontina) e la forte diffusione, specialmente in passato, dei rovi (Rubus spp.), ora effettivamente di molto ridotta. Dal punto di vista fitosociologico la vegetazione potenziale dominante appartiene alla comunità dei Quercetalia robori-petraeae su terrreni acidi, Fagetalia e Carpinion su terreni neutri. Le specie forestali tipiche (autoctone) di queste zone sono quelle appartenenti ai generi Acer, Alnus, Betula, Castanea, Carpinus, Fraxinus, Pinus, Populus, Prunus, Salix, Tilia, Ulmus. Nei boschi dell'Osservatorio l'intervento selvicolturale è stato finalizzato alla rinaturalizzazione, indirizzata verso il bosco "Climax", cioè il bosco in equilibrio con il tipo di clima e suolo di Arosio; tale bosco è rappresentato dalla fustaia disetanea e mista, costituita prevalentemente dalle specie quercine (Quercus robur e Q. petraea, ibridi ed introgressivi) con la presenza di altre latifoglie (Castagno, Betulla, Aceri, Frassini, Carpino, ecc.) e, in maniera limitata, Pino silvestre (Pinus sylvestris). Per quanto riguarda la forma di governo e trattamento, il tipo di bosco più diffuso è rappresentato dalla fustaia irregolare con prevalenza di Castagno nel versante occidentale e da un ceduo invecchiato di Robinia, in naturale conversione a fustaia, nel versante orientale. Molte sono le specie arbustive ed erbacee che costituiscono il sottobosco o si rinvengono ai suoi margini. La presenza di Biancospino (Crataegus monogyna), Sambuco (Sambucus nigra), Nocciolo (Corylus avellana) ed altri arbustici tipici della zona è sintomo di bosco in discrete condizioni; l'antica diffusione dei rovi (Rubus spp.) o piante epifite (Clematide, Edera, Luppolo), prima molto diffusa, testimoniava di contro la carenza di cure colturali oppure il passaggio del fuoco ed il costipamento del terreno. Il numero di specie arbustive ed erbacee presenti nel bosco dell'Osservatorio Ornitologico è notevole e, in questo caso, particolarmente importante non solo perché fornisce indicazioni sullo stato attuale del bosco, aumenta il valore estetico dell'area ed è utile come riferimento per altri studi in ambienti simili ma anche perché favorisce l'attività di studio dell'Osservatorio Ornitologico, in quanto molte piante di sottobosco forniscono con i loro frutti o semi nutrimento a numerose specie di uccelli (e/o altri piccoli animali), nonché nicchie ecologiche adatte alla loro sopravvivenza.
Particolarmente appetite sono le drupe (Biancospino, Sambuco), le bacche (Mirtillo, Tamaro) e gli acheni (Nocciolo). Con l'applicazione di apposite cure colturali, oltre all'eliminazione dei soggetti in cattivo stato sanitario è stata progressivamente ridotta la presenza della Robinia (Robinia pseudoacacia) a vantaggio delle specie autoctone piantate anche in modo artificiale.

2.3 Inquadramento faunistico

Non si dispone di dati relativi all'analisi della fauna (mammiferi, anfibi e rettili) all'interno del territorio dell'Osservatorio Ornitologico ma si può assumere che tale fauna sia la stessa di quella potenzialmente presente nell'area vasta (cfr. tabella di seguito riportata).

 
CLASSE SPECIE
Mammiferi Volpe (Vulpes vulpes), Tasso (Meles meles), Donnola (Mustela nivalis), Lepre (Lepus europaeus), Riccio (Erinaceus europaeus), Ghiro (Glis glis), Moscardino (Muscardinus avellanarius), Talpa (Talpa europaea), Topo selvatico (Apodemus sylvaticus), Toporagno (Sorex araneus)
Rettili

Ramarro (Lacerta bilineata), Orbettino (Anguis fragilis), Biacco (Hierophis viridiflavus), Biscia tassellata (Natrix tassellata), Biscia dal collare (Natrix natrix) Colubro di Esculapio (Elaphe longissima), Lucertola dei muri (Podarcis muralis), Coronella austriaca (Coronella austriaca)

Anfibi Rana verde (Rana esculenta), Rana rossa (Rana temporaria), Raganella (Hyla intermedia), Rospo comune (Bufo bufo), Rospo smeraldino (Bufo viridis), Tritone crestato (Triturus carnifex), Tritone punteggiato (Triturus vulgaris), Salamandra pezzata (Salamandra salamandra)
 
Per quanto all'avifauna, considerando che dal 1977 presso l'Osservatorio di Arosio viene praticata l'attività di inanellamento a scopo scientifico, sono, invece, disponibili dati precisi relativi alle specie ornitiche nidificanti e di passo.
Vengono di seguito elencate le specie inanellate presso l'Osservatorio Ornitologico negli ultimi anni:
 
Allocco (Strix aluco)
Averla piccola (Lanius collurio)
Balia nera (Ficedula Hypoleuca)
Beccafico (Sylvia borin)
Bigiarella (Sylvia curruca)
Canapino maggiore (Hippolais icterina)
Cannaiola (Acrocephalus scirpaceus)
Capinera (Sylvia atricapilla)
Cardellino (Carduelis carduelis)
Cesena (Turdus pilaris)
Cincia bigia (Parus palustris)
Cincia dal ciuffo (Parus cristatus)
Cincia mora (Parus ater)
Cinciarella (Parus caeruleus)
Cinciallegra (Parus major)
Codibugnolo (Aegithalos caudatus)
Codirosso (Phoenicurus phoenicurus)
Codirosso spazzacamino (Phoenicurus ochruros)
Cuculo (Cuculus canorus)
Fringuello (Fringilla coelebs)
Frosone (Coccothraustes coccothraustes)
Lucarino (Carduelis spinus)
Luì verde (Phylloscopus sibilatrix)
Luì piccolo (Phylloscopus collybita)
Luì grosso (Phylloscopus trochilus)
Martin pescatore (Alcedo atthis)
Merlo (Turdus merula)
Ortolano (Emberiza hortulana)
Passera d'Italia (Passer domest. italiae)
Passera mattugia (Passer montanus)
Passera scopaiola (Prunella modularis)
Peppola (Fringilla montifringilla)
Pettirosso (Erithacus rubecola)
Picchio muratore (Sitta europaea)
Picchio rosso maggiore (Dendrocopos major)
Picchio verde (Picus viridis)
Pigliamosche (Muscicapa striata)
Poiana (Buteo buteo)
Prispolone (Anthus trivialis)
Rampichino (Cerchia brachydactyla)
Regolo (Regulus regulus)
Rigogolo (Oriolus oriolus)
Rondone (Apus apus)
Sparviere (Accipeter nisus)
Scricciolo (Troglodytes troglodytes)
Storno (Sturnus vulgaris)
Torcicollo (Jynx torquilla)
Tordela (Turdus viscivorus)
Tordo bottaccio (Turdus philomelos)
Tordo sassello (Turdus iliacus)
Tortora (Streptopelia turtur)
Tortora dal collare orientale (Streptopelia decaocto)
Usignolo (Luscinia megarhynchos)
Verdone (Carduelis chloris)
Verzellino (Serinus serinus)
Zigolo muciatto (Emberiza cia)
 

Alcune delle specie inanellate presso l'Osservatorio Ornitologico:

 
Balia nera Sparviere
Ortolano Allocco
Capinera albina Codirosso
Martin pescatore Picchio muratore
Averla piccola Zigolo muciatto
Tordo bottaccio Torcicollo
 

Presso l'Osservatorio Ornitologico di Arosio, nel periodo 1977- 2007, si è registrato un totale complessivo di uccelli inanellati di ben 154.840 esemplari; le famiglie sistematiche maggiormente inanellate in questi anni di attività, come evidenziato nell'immagine di seguito riportata, sono quella dei Turdidi e dei Fringillidi; si registra, inoltre, la buona presenza delle famiglie di Silvidi, Muscicapidi e Motacillidi.

vedi tabella

 
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