Buone
notizie: gli alberi stanno meglio
Parrebbe proprio così:
nei Paesi occidentali che hanno svolto una oculata
politica di investimento in campo forestale si è registrato
un trend positivo di crescita. L’indagine è stata
svolta in Finlandia, dove un’equipe di
specialisti ha raccolto dati sugli ettari di
superficie, le dimensioni delle piante e la loro
densità. L’elaborazione delle informazioni
monitorate ha portato alla conclusione che tra
il 1995 e il 2000 le foreste sono in espansione.
I piani di riforestazione, quindi, iniziano a
dare buoni frutti, come negli Stati Uniti ed
in Cina. Molti paesi asiatici stanno attraversando
una fase di transizione che prevederà il
recupero del verde tra una trentina d’anni,
ma le prospettive, in generale, sono positive
anche se preoccupa la situazione del Brasile
dove le foreste tropicali continuano a diminuire.
In questo caso ci si consola pensando alla compensazione
determinata dall’aumento delle aree forestali
dell’America centrale e della Repubblica
domenicana.
E’ risaputo che il primo effetto negativo
dato dalla deforestazione si riferisce ad un
aumento dell’effetto serra: senza piante
l’anidride carbonica rimane in circolo
piuttosto che essere trasformata in zuccheri
durante il processo fotosintetico. Anche l’immissione
di ossigeno in atmosfera risulta essere minore.
E’ soprattutto nei paesi poveri che viene
minacciata la sopravvivenza del verde, questo
in particolare a causa dall’espansione
delle colture estensive. Nei Paesi più avanzati,
invece, l’agricoltura è effettuata
con tecnologie più innovative che permettono
rese elevate.
Buone prospettive si registrano anche nel nostro
Paese: dal 1990, si legge in un rapporto FAO,
la superficie forestale è in costante
aumento, tanto da rappresentare il 5% di quella
totale europea.
Una volta frenata la povertà dei Paesi
più regrediti, che utilizzano la legna
anche come risorsa energetica, si ritiene che
entro il 2025 la superficie forestale possa aumentare
del 10%: una intera India verde!!
Dicembre 2006
FEIN STAMPA
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