Monitoraggio
Turdidi: non presenza di influenza aviaria
Nell’ambito di un
progetto di collaborazione scientifica, già in
corso tra la FEIN -Fondazione Europea il Nibbio
e il CeRMAS - Centro di Referenza Nazionale per
le Malattie degli Animali Selvatici, è stato
effettuato il 31.10.2006 un controllo sulle popolazioni
di Tordo bottaccio (Turdus philomelos) e di Tordo
sassello (Turdus iliacus) in migrazione postnuziale
presso l’Osservatorio Ornitologico di Arosio
(CO). Il monitoraggio è consistito nell’effettuazione
di 20 tamponi cloacali, effettuati dai veterinari
del CeRMAS, Dott.ssa Serena Robetto e Dr. Piero
Caroggio, per la ricerca ed eventuale identificazione
di virus influenzali. I tamponi sono stati eseguiti,
previa cattura degli animali mediante reti mist-nets,
con la collaborazione del personale tecnico dell’Osservatorio,
che aveva provveduto all’inanellamento
dei soggetti rilevando le misure biometriche
dei medesimi.
I campionamenti effettuati sono stati recapitati
presso la sezione di Binago dell’Istituto
Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia
ed Emilia Romagna per le appropriate analisi
specialistiche. In data 19 dicembre 2006
sono pervenuti gli esiti dell’indagine confermando,
come nell’analisi precedente dell’ottobre
2005, la non presenza dell’influenza.
Quale può essere il significato di un
monitoraggio su specie avicole fin’ora
non risultate epidemiologicamente significative
per la trasmissione dell’influenza aviare?
I passeriformi possono assumere il ruolo di “epifenomeni”,
ovvero specie potenzialmente capaci di albergare
e diffondere il virus, ma non in grado di consentirne
il mantenimento in natura. Il loro significato
ecologico può derivare dal fatto che il
virus assume una minore stabilità in queste
specie con una più facile evoluzione pluridirezionale
verso sottotipi ad alta patogenicità.
Un ulteriore fattore di rischio, ovviamente ancora
allo stato di mera ipotesi previdenziale, è costituito
dall’interazione tra epifenomeno selvatico
e le specie domestiche allevate. In questa direzione
sono da anni in corso in Italia preziose ricerche
del gruppo di De Marco M.A. (INFS) e Delogu M.
(Università di Bologna-Fac. Med. Vet.).
Questo lavoro vuole essere un piccolo contributo
al monitoraggio delle specie avicole “non
reservoirs”, come i passeriformi, costituendo
una “banca dati” relativamente al
punto di osservazione dell’ avifauna migratoria
che interessa il territorio del centro per la
ricerca ornitologico FEIN in Arosio.
(Fonte CeRMAS,
Dr. Riccardo Orusa)
FEIN STAMPA
DICEMBRE 2006
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